Guidare le persone nel modo giusto attraverso la vita può essere un compito arduo per chiunque abbia il dovere di farlo. Una persona che deve fare da guida ha molti equilibri delicati da raggiungere: deve essere abbastanza forte da riprendere la persona che lo sta seguendo nel caso non segua le indicazioni fornite oppure se sta deviando dalla via indicata; d’altra parte, a volte deve dare, a colui che lo segue, la possibilità di allontanarsi, in modo che possa acquisire esperienza e quindi anchla saggezza necessaria. Ci sono molte cose che una persona deve fare per guidare il proprio allievo (o allievi), e questi concetti di guida sono trattati nel coaching e nel tutoraggio.

Il processo di tutoraggio

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Il processo di tutoraggio coinvolge la relazione e il legame tra maestro e allievo, un insieme che è più comunemente indicato come mentor e mentee. Un mentor è qualcuno che a volte può essere più anziano, ma che è sicuramente più informato, più saggio e probabilemnte anche più sereno e stabile di quello che prevedibilmente potrebbe essere un mentee meno informato, meno saggio e volubile. Il compito del mentor è quello di essere la guida per il mentee inesperto: man mano che impara dal mentor, egli viene ulteriormente spinto ad evolversi.

La relazione tra mento e mentee

La relazione mentor-mentee esiste da tempo. Ad esempio, quando un dipendente entra per la prima volta in un’azienda, viene formato e seguito da qualcuno che lavora in azienda da diverso tempo. Poiché un nuovo dipendente potrebbe non essere preparato per i rigori dell’attuale posto di lavoro, il mentore funge da cuscinetto e lo guida attraverso il modo in cui l’azienda o l’azienda opera, rendendo più facile la transizione.

Sempre in linea con le relazioni di lavoro, un dipendente con un’anzianità lavorativa importante potrebbe dimostrare di essere una potenziale guida, sia all’interno dell’azienda stessa oppure in altri contesti. In questo caso, una persona esperta in azienda potrebbe assumere informalmente questo dipendente e farne il suo mentore. In questa relazione, il mentore insegnerà al mentee le competenze necessarie per avanzare sul posto di lavoro, in modo che un giorno essi possa prendere il posto del mentore, avanzare di carriera o passare a un’altra azienda.

Il concetto di caoching

Il concetto di coaching, invece, è molto diverso da quello di mentoring. Nel coaching viene impiegato un metodo in cui un leader dirige i movimenti di una persona o di un gruppo di persone. Nel coaching, l’istruzione e la formazione impartite sono svolte con un obiettivo finale definito in mente. I metodi per dirigere i movimenti e il processo di pensiero delle persone potrebbero includere discorsi motivazionali. Ci sono anche modi per formare le persone al fine di farle “funzionare” meglio, ad esempio attraverso seminari o workshop, o attraverso la pratica, come quelle svolte dalle squadre sportive.

Nel tutoraggio, un mentore insegna a un mentee come vivere meglio. Nel coaching, che è in sostanza un metodo più specifico di mentoring, l’allenatore guida la sua squadra affinché raggiunga un obiettivo finale. Per gli allenatori sportivi, questo significherà la vittoria in una partita. Per i family coach, vorrà dire un legame familiare più forte, tra genitori e figli e, talvolta, tra i bambini stessi e per il coaching aziendale far raggiungere gli obiettivi aziendali al proprio team.

Esistono molti diversi tipi di coaching, nonché diverse tecniche associate a ciascuno di essi. Per ulteriori informazioni, puoi parlare con i nostri tutor e coach professionisti.

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